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Il Blog di ACOM - Turismo

Disruptive change - Tourism edition

11/24/2020 0 Comments

Non tradurremo disruptive di proposito, perché non rende bene in italiano quanto in inglese. Possiamo dire che si riferisce a qualcosa di “sensazionale e dirompente”.  
 
Il segreto dei brand che hanno successo oggi, sta nel fatto che non producono semplicemente cose nuove da proporre al mercato, queste compagnie investono nella ricerca dei veri bisogni, qualcosa che renda la vita dei clienti più semplice, più innovativa e più incredibile.
 
Più andiamo avanti più il mercato è libero e sempre più compagnie nascono (o muoiono). La competizione non è mai stata così alta ed è sempre più difficile catturare e mantenere l’attenzione del proprio target. Le compagnie di oggi, per avere successo, devono per forza inventarsi qualcosa di estremamente innovativo per riuscire a esaltare sé stessi in un mercato affollatissimo.
 
La differenziazione non è più una tattica per essere migliori dei nostri competitors, bensì una sfida: non è facile trovare la propria unicità.
 
Le compagnie che hanno abbracciato strategie più sensazionali, e quindi disruptive, sono coloro che invece di aspettare il trend o le persone giuste, hanno in primis creato una comunità di followers che indirizza il resto del mondo verso la stessa via della compagnia stessa.
 
Non serve alzare la voce, in un mercato affollato bisogna essere più creativi e passatemi in termine “strani” possibile. Le compagnie disruptive hanno cambiato il nostro stile di vita in un modo o nell’altro.
 
Ecco qualche esempio di azienda che ha superato sé stessa in fatto di marketing e non solo: 
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Airbnb:
Anche se ci sono dei lati criticabili a livello competitivo-alberghiero, non possiamo non menzionare Airbnb come una delle aziende più disruptive fin dalla sua fondazione. Dal 2008, sfida il mercato dell’hotelliere e permette a affittuari privati di condividere le proprie abitazioni con i turisti.
 
Durante la pandemia da Covid19 Airbnb si è mostrata ancora più innovativa dando spazio ai propri host di condividere culture, passioni e interessi per intrattenere i viaggiatori costretti a casa. 
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Uber:
Uber è un Must tra gli esempi di disruptive change. L’applicazione ha cambiato il modo di prenotazione di taxi e anche il modo di lavorare nel settore dei taxi driver: puoi decidere se essere un guidatore o un passeggero che ha bisogno di una macchina; la richiesta è immediata e il prezzo molto più competitivo dei taxi normali.
 
Una grandissima idea, se non fosse per la competizione nelle diverse città italiane che ha causato qualche problema agli sviluppatori. 
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Virgin:
​
La famosissima compagnia di Mr. Richard Branson è sempre stata conosciuta sia per la sua cultura aziendale che per le idee innovative che la caratterizzano fin dalla sua fondazione.
 Virgin è riuscita a capitanare diverse nicchie di mercato anche molto diverse tra loro. Virgin Group ha iniziato con un piccolo aereo negli anni ’70, e oggi può contare 400 aziende diverse in quasi tutti i settori commerciali: dall’aviazione all’alimentari, dalle telecomunicazioni al fitness.
Mr. Branson non si ferma mai e il suo prossimo obiettivo è lo spazio, sfidando Besos e Musk con Virgin Galactica. 
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Patagonia wear:
Patagonia è un brand di vestiti, non c’entra tantissimo con il turismo, ma l’idea dietro questa azienda vale davvero la pena di essere menzionata in qualsiasi lista di disruptive change:
un brand devoto veramente alla propria missione, ovvero contribuire alla salvaguardia del pianeta terra.
 
Producono dei prodotti di qualità per i propri clienti ma dicono chiaramente nelle loro campagne pubblicitarie di non comprare la loro merce a meno che tu non ne abbia davvero bisogno.
E' estremamente coraggioso da un lato, e super efficace dall’altro. 
Le aziende disruptive hanno il dono di captare i trend più in voga del momento e di un futuro prossimo usandoli a loro favore. Perciò ecco alcuni trends che con altissime probabilità guideranno il futuro dei viaggi:
 
Personalizzazione delle esperienze:
Sulle piattaforme social il nostro feed è personalizzato seguendo i gusti che un algoritmo ha estrapolato dalle nostre decisioni e azioni eseguite online. Amazon fa la stessa cosa con i suggerimenti che si basano sui trend dei nostri acquisti precedenti, d’ora in poi i viaggiatori si aspettano sempre più viaggi personalizzati appositamente per loro.
 
Donne in viaggio:
In America una ricerca ha mostrato come in media il viaggiatore avventuriero non sia un uomo, bensì una donna, di solito 47 anni.  Il 75% dei viaggiatori alla ricerca di avventura, natura e viaggi simili sono donne tra i 20 e i 70 anni. Secondo l’Harvard Business Review le donne hanno un valore di $15 miliardi in potere di acquisto.  Moltissime sono alla ricerca di solo travels. 

Fonti:
 
https://www.camoinassociates.com/two-disruptive-trends-watch-tourism-industry
https://fabrikbrands.com/25-disruptive-brands/

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