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Il Blog di ACOM - Turismo

7 esempi di start up fondate da donne

1/12/2021 0 Comments

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Dopo aver parlato di start up tutte italiane nel precedente articolo, è arrivato il momento  di concentrarci invece su alcuni esempi di donne imprenditrici in Italia e nel mondo.
L’imprenditoria femminile è sicuramente ancora tutta da potenziare e incentivare, si trova in una condizione di minoranza nel mondo e ancora meno in Italia (soprattutto nell’imprenditoria in cui si registrano soltanto circa 1 donna su 5)

CANVA:
Partiamo subito con una start up molto famosa fondata da Melanie Perkins e che vale più di un miliardo di dollari. Nel 2007, la Perkins si trova in Australia ad insegnare ai suoi studenti come utilizzare programmi come Photoshop ma trovandoli molto difficili da usare per loro, le venne in mente un’idea: uno strumento online per creare, inizialmente, annuari scolastici che piano piano si è espanso al di fuori dell’Australia insieme al contributo del co-fondatore Cliff Obrech. Oggi tutti hanno la possibilità di realizzare prodotti di grafica non troppo complicati.

MADAME MIRANDA: 
Piattaforma di servizi hair&beauty on demand fondata da Diamante Rossetti e Gioia Fiorani. La start up provvede all’esigenza di potersi prendere cura di sé stessi con trattamenti al corpo, viso, per i capelli e quant’altro con il vantaggio di essere sempre disponibili su richiesta ogni giorno ad ogni orario possibile fino alle 22 (andando così a sorpassare il problema che accomuna molti: non avere tempo negli orari prestabiliti dei vari saloni perché impegnati con il lavoro o altro).

RISPARMIO SUPER:
è Barbara Labate, siciliana, la co-fondatrice e CEO di Risparmiosuper.it, un sito e anche app che permette di confrontare i prezzi dei prodotti prima di andare a fare la spesa per riuscire a capire dove si possono trovare offerte migliori. Anche le aziende ne traggono profitto perché grazie all’app è possibile confrontare i propri prezzi con quelli dei concorrenti.
Il tutto è nato da un’idea che le venne in mente proprio quando, da studentessa fuorisede, come molti lo sono stati, aveva il problema di risparmiare sulla spesa al supermercato, grazie alla validità del suo progetto vinse anche dei finanziamenti che la aiutarono a mandare avanti la sua idea.
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ORANGE FIBER:
Impresa nata dall’idea di Adriana Santanocito, studentessa di Fashion e Design che iniziò ad interrogarsi su una possibile soluzione agli scarti industriali agrumicoli in una società che sempre più doveva volgere a cambiamenti sostenibili. Riuscì così con le sue idee e i suoi progetti a creare un filato innovativo partendo proprio dagli agrumi, depositando così in seguito un brevetto. Il tutto si concretizzò per bene nel 2015.
Come è ben chiaro, questo progetto oltre ad essere innovativo è anche utile in maniera concreta e sostenibile all’ambiente grazie alla realizzazione di questi capi di vestiario in pratica biodegradabili, aiutando a smaltire anche le emissioni di Co2.
 
YAMGU – You are my guide:
Nata grazie a Ester Liquori da sempre un’amante dei viaggi; si tratta di una start up tutta italiana del turismo e più in particolare del social travelling. Essa è basata sull’intelligenza artificiale, nata nel 2014 ha lo scopo di dare all’utente la possibilità di programmare il proprio itinerario step per step e rimanendo, allo stesso tempo, aggiornato in tempo reale sulle condizioni meteo, gli eventi e le novità in corso nella destinazione prescelta sfruttando i dati presenti online riguardanti la città.
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DRESS YOU CAN:
Start up nata dall’idea di Caterina Maestro Cottini nel 2014 sottoforma di esperimento di dress sharing che consiste principalmente nel noleggio di abiti, accessori e scarpe, all’insegna anche di un’economia sostenibile. Così ognuno almeno per una sera potrà concedersi ad un costo contenuto un abito, un accessorio particolare normalmente non accessibile a tutti e al tempo stesso monetizzare grazie al proprio guardaroba in affitto.

BRANDON:
Impresa fondata da Paola Marzario, è un distributore per i siti online e il suo primo fornitore è stato proprio la Moleskine nel 2012. La loro piattaforma ha come obiettivo quello di incentivare le vendite in base anche a dove c’è maggior traffico così l’utente finisce per trovarsi un intero catalogo dettagliato delle merci in varie lingue e un’altra serie di servizi annessi e ben curati. Brandon è ad oggi un distributore online che si specializza nel settore fashion e home&living.


Questi sono solo alcuni degli innumerevoli esempi di imprese tutte al femminile che hanno anche riscosso un considerevole successo. Purtroppo, i numeri in Italia e nel mondo di imprenditrici non sono ancora quelli sperati e auspicati, ma sappiamo che i progetti e le capacità invece sono innumerevoli

Fonti:
www.startup.info.it
www.ilpost.it
www.startupbusiness.it
​www.vivipositivo.com
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Startupper italiani: un articolo sui più giovani

1/7/2021 0 Comments

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In un mondo, quello di oggi, pieno di iniziative, progetti e molto altro risulta utile far emergere anche le idee di tanti giovani che si sono cimentati in un progetto portandolo a termine con successo.
L’Italia ha ancora bisogno di far crescere di più il numero dei suoi startupper ma vi si sta lavorando in qualche modo tramite fondi e finanziamenti anche a tasso zero per quei giovani che vogliono avviare una loro impresa (ma anche per chi una sua l’ha già avviata!)
Ad esempio, si vuole aumentare il numero dei beneficiari di questo anche alle imprese che sono in campo da non più di 5 anni; aumentare la durata del mutuo dagli 8 ai 10 anni; nei punti aggiornati a marzo 2020 c’è anche la riduzione della quota di capitale proprio dal 25% a soltanto il 10%.
Perché non diamo un’occhiata a qualche giovane imprenditore? Vediamo di quanti di questi avete già sentito parlare: (Altrimenti è l’occasione buona per conoscerli!)

Valerio Masotti:
è un giovane noto per aver già vinto diversi concorsi che consistevano nella realizzazione di video e spot promozionali, anni prima. Poi, nel 2008, diventa il co-fondatore di Slevin (insieme ad Andrea Masotti), una Creative Company nata a Roma nel 2011, di cui oggi è tutt’ora il presidente. Essa si occupa di Web, Graphic, Video, motion graphic, social media e tanto altro, fra cui numerosi progetti in ambito food&beverage.
 
Francesca Bosco:
Donna laureata in giurisprudenza, è stata da sempre appassionata di diritto internazionale. Al giorno d’oggi, è una delle autorità principali per quanto riguarda l’internet e la criminalità. Il suo grande impegno e duro lavoro l’hanno portata anche al World Economic Forum di Ginevra dove attualmente si occupa di cyber-resilienza. Il suo team è totalmente femminile, esperte provenienti da tutte le parti del mondo.
 
Domenico Colucci:
È un giovane startupper pugliese under 30, fondatore di Nextome (un’app per la navigazione indoor ) che è stato premiato addirittura ad Helsinki durante gli Europioneers nel 2015 come miglior imprenditore web dell’anno. La piattaforma, creata nel 2013 insieme ad un gruppo di under 30, riscosse molto successo e fu pensata per l’appunto per permettere alle persone di orientarsi meglio all’interno di spazi chiusi nei quali, si sa, il GPS non funziona per niente. Con essa invece è possibile visualizzare la propria posizione su una specie di mappa digitale che ti dà indicazioni precise su tutto ciò che c’è nelle tue vicinanze (ovviamente al chiuso!)

Giulia Detomati:
Fondatrice dell’associazione no-profit 20Sostenibili che si prefigge come scopo la realizzazione in campo ambientale di progetti con una attenzione speciale all’innovazione sociale e comunicativa. La Start-up insieme a enti pubblici, realizza anche studi di fattibilità per ideare qualcosa che vada a tutelare le aree libere o a rischio di edificazione.
 
Augusto Marietti:
è il co-creatore di Mashape insieme a Marco Palladino: un marketplace dove gli sviluppatori vendono “pezzi” di software, anche un mix di tool.
Ad oggi, la piattaforma conta oltre 100mila sviluppatori con molti dipendenti giovanissimi; ma non si ferma qua: dopo aver guadagnato i propri soldi decide di investire anche in altri progetti.
 
Daniela Galvani:
È l’autrice di un’idea, insieme ad Andrea Sesta e Roberta Barone: Impossible Living è un progetto online che si propone di mappare i luoghi disabitati in tutta Italia e non solo, ma anche nel resto del mondo cercando di ideare per ognuno di essi una comunità virtuale impegnata a dare le proprie idee per il recupero di questi edifici.
 
Daniele Scivoli: 
è l’ideatore di I food Share, una piattaforma che ha come scopo quello di evitare gli sprechi alimentari e aiutare chi è in difficoltà dando la possibilità a utenti privati di donare e anche ricevere del cibo che altrimenti verrebbe buttato.
Ciò che sta alla base è appunto il cercare di evitare l’eccedenza alimentare nelle case e porvi rimedio aiutando chi ha bisogno. Il progetto parte da uno studio della FAO del 2011 in cui veniva trattato il problema degli sprechi alimentari a livello mondiale. Grazie all’utilizzo del web, invece, si ha la possibilità di raggiungere più persone e in maniera veloce e più efficace.
 
Monica Archibugi e Giulia Gazzelloni:
Due giovani under 30 romane, co-fondatrici della piattaforma Le Cicogne la nota piattaforma per trovare babysitter. L’impresa è nata nel 2013 grazie all’idea di Monica stessa che faceva, come tanti, la babysitter come lavoro extra, proponendo in seguito il tutto alla sua socia.
La piattaforma è user friendly, divisa in due parti: una è dedicata ai genitori e a tutte le loro richieste per trovare una babysitter secondo le loro esigenze e dall’altra le tate stesse che hanno la possibilità di scrivere le loro disponibilità e capacità. Questo è anche un modo per regolamentare un lavoro molto poco tutelato.
Oggi la start up conta oltre 83 città italiane!


Fonti:
www.wired.it
www.italiacontributi.it
www.economyup.it

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Un esempio di start-up innovativa, intervista al team di To.tem

11/17/2020 0 Comments

Secondo il Report di monitoraggio trimestrale che si occupa dei trend demografici e alle performance economiche delle start up, quest’ultime in Italia sono più di 10mila e in aumento; la Lombardia da sola ne ha viste nascere quasi il 27% con la sua Milano che ne ha più di 2000. Il Lazio e Roma, in particolare, supera le mille conquistando il suo bel 10,2% nazionale, in terza posizione abbiamo Napoli con uno stacco di numeri notevole (360).
Ogni start up va collocata all’interno di un settore e la maggior parte di queste si inserisce all’interno dei servizi alle imprese, solo il 17,6% nel manufatturiero e una minuscola percentuale nel commercio.
Queste iniziative possono essere definite innovative nel momento in cui soddisfino determinati requisiti:
  • Propensione verso la ricerca e lo sviluppo (a tal proposito, si devono dedicare almeno il 5% del valore maggiore fra i costi e la produzione
  • La composizione dell’organico aziendale deve essere composta da un numero di laureati magistrali per la maggior parte o in alternativa 1/3 dei componenti deve avere un’attività di ricerca alle spalle.
  • L’ultimo requisito prevede l’essere depositari di brevetti, ad esempio. Chiaramente questo è l’aspetto con la percentuale più bassa di soddisfacimento.
Il primo di questi è l’aspetto più facilmente raggiunto fra tutte le start-up, a differenza degli altri due. 
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Un esempio di start up recentissima è proprio la TO.TEM. Noi di ACOM abbiamo deciso di intervistarne il team e farci parlare del loro ultimo progetto; vediamo meglio nel dettaglio:
La start-up innovativa TO.TEM – Torino Technologies and Electric Mobility - è nata sul seguente Massive Transformation Purpose: “moving people for an easier life”, ovvero permettere a tutti di muoversi agilmente e in sicurezza, semplificandoci la vita.
Il team di TO.TEM (un team giovane ma con più di 10 anni di esperienza nell’ambito automotive), grazie ad un’intensa fase “empatica”, più di 650 persone, sondaggi e 250 interviste, si è reso conto di come, pur sentendo parlare molto spesso di micromobilità, non fossero presenti sul mercato soluzioni che rispondessero alle reali esigenze di chi si sposta quotidianamente.  Dopo più di 14 prototipi testati, validati, nuovamente coinvolgendo gli utenti in tutte queste iterazioni e nella fase di re-design, è nato il primo prodotto di TO.TEM: LYNX.

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LYNX è un monopattino elettrico con caratteristiche molto innovative: proprio per rispondere ai pain-points degli utenti coinvolti durante la fase di design, è stato progettato con un occhio di riguardo a:
  • Sicurezza: sia di chi lo guida che di chi interagisce con questi mezzi nel traffico cittadino senza guidarli. LYNX è più sicuro grazie a diversi accorgimenti, quali: la pedana per i piedi più spaziosa, le frecce posteriori, le ruote grandi e antiforatura, il freno a disco, lo specchietto retrovisore elettronico e il sistema di collision alert che attraverso una telecamera posteriore avvisa in caso di pericolo proveniente alle nostre spalle. Tutto questo per rispondere al sentimento che a volte viene associato ai monopattini, quello della “paura” (di cadere, di non essere abbastanza stabile, di non avere spazio, di non essere visto nel traffico…).
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  • ​Trasportabilità: grazie a due comode maniglie è possibile trasportare LYNX sia come un trolley (grazie alle due ruote posteriori che poggiamo al terreno) che sollevarlo come una valigia per esempio per caricarlo nell’auto o salire sul treno).
  • Essenzialità e funzionalità: la batteria di estrae comodamente in pochi secondi dal tubo frontale, permettendo di caricarla sulla scrivania o dove più comodo. L’APP per smartphone di LYNX si sostituisce completamente ai display sul monopattino. Tutte le informazioni comodamente disponibili sullo schermo del proprio telefono, senza la necessità di imparare nulla e interagire con interfacce nuove. Come avere di più (come navigatore integrato nell’APP, funzionalità specchietto retrovisore e collision alert, market place per ordinare componenti di ricambio) ottimizzando, e in alcuni casi riducendo, l’hardware sul veicolo.
  • Design distintivo e stile italiano: una critica agli attuali mezzi di micromobilità è che si “assomigliano tutti”, parcheggiandone uno vicino agli altri spesso non è possibile distinguerli anche se di costruttori diversi. Di qui si è partiti quindi con una ricerca stilistica che unisce funzionalità, stile e materiali che nel loro insieme definiscono un monopattino unico, equilibrato e molto funzionale. Questa ricerca a più dimensioni ha valso a LYNX, nella sua versione prototipale e prima ancora di venir lanciato sul mercato, il 2020 Muse International Design Award come Gold Winner nella categoria Transportation Design.

Il prodotto è stato lanciato sulla piattaforma on-line Indiegogo proprio l’11 Novembre e fino al 16 Dicembre sarà possibile acquistarlo in anteprima su questo link: igg.me/at/monopattinolynx 

Se, invece, vuoi dare un'occhiata al loro sito web basta cliccare qui.

Fonti:
Ilsole24ore.com
Corrierecomunicazioni.it

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